LA STORIA I - 1986-1997

1Gli inizi

2I personaggi

3Il nome, gli eventi e il simbolo

4Allenatori presidenti e altro


LA STORIA II - 1997-oggi

5Presidenti e nuovi personaggi

6I nuovi arrivi

7Gli allenatori

LA NOSTRA STORIA

A cura di Stefano Spagnuolo

PARTE 1. (1986-1997) - IL NOME, GLI EVENTI E IL SIMBOLO

Il nome
Cloroleso è un neologismo creato così, dal nulla, da Renzo Bonora. Se ora non spiegassi il contesto in cui si è manifestato questo piccolo lampo di genio, il termine "Cloroleso" sarebbe una parola senza senso. Iniziamo senz'altro.
Devo innanzi tutto raccontarvi di Riccardo Bianchessi, fratello di Simona, un forte agonista della Libertas, della stessa razza di Donata, Barbara, Chicco e Riccardo. Per un certo periodo nuotò con noi e fu proprio allora che scoprimmo in lui una caratteristica che aveva in comune con l'allenatore Renzo: l'ipocondria. Ogni tanto credeva di stare male e conseguentemente si preoccupava oltremodo.
In occasione di una di queste "crisi" durante un allenamento, il buon Bianchessi saltò fuori dall'acqua dicendo a Renzo che stava male. "Cos'hai?!" chiese il sollecito allenatore, "Un dolore qui - indicò il petto - ho una....cuorata!" rispose Riccardo. Chissà cosa si era sentito... Comunque Renzo dopo un attimo di sbigottimento lo rimandò in acqua con il seguente invito: "Ma torna in acqua... cloroleso di uno!".

Questa magica parola non sfuggì a Silvio e fu riutilizzata per la prima volta per dare il nome ad una squadretta di pallanuoto che avevamo messo in piedi per partecipare al campionato universitario studentesco: il nome scelto fu "Clorolesi Orobici".
Quando nel 1992 la Libertas Nuoto Treviglio si sciolse e il nostro gruppo risorse, la parola cloroleso era già un appellativo che girava per designare certi soggetti.
All'inizio (ma anche adesso capita ancora...) questo nome era impronunziabile dagli arbitri e cronometristi, alcuni ci credevano una squadra il cui oggetto sociale prevedesse il nuoto per disabili; in realtà c'era il desiderio di portare un po' di novità nei nomi delle squadre: quanti Rari Nantes, oppure ASP, GTS Nuoto, Master qui, Master là.
Non volevamo rientrare nel mucchio.

Lo Squalo d'Oro
Fin dal primo anno pensammo di organizzare prima di Natale una sorta di cena per farci gli auguri e passare una serata, a volte anche una nottata, insieme. Per i primi anni il copione era: a casa di Stefano, portare qualcosa, ciucca, tombolone a premi e panettone, tirare l'alba. Il secondo anno, a me e ad Ale venne in mente di istituire un premio per eleggere fra i membri della squadra un soggetto che avesse doti sia sportive sia "carismatiche". Un personaggio rappresentativo sia in vasca che fuori insomma.
Al nome ci pensammo un po' ma poi Ale tirò fuori del cilindro una delle sue idee. Ai tempi lo Squalo d'Oro era proprio d'oro nel senso che trovammo una gioielleria che realizzava spillette da giacca a forma di squalo.
Si fregiano di tale titolo, Roberto Spatari, Stefano, Ale, Silvio, Ombretta, Gianni Dal Cerè, Chicca, Fanny e Giusy.
Rodolfo Luzietti, allenatore, è stato nominato, per le sue spiccate doti personali Squalo d'Oro Honoris Causa.

La Mina Vagante
È il contraltare dello Squalo d'Oro: fu ideato per celebrare la chiusura dell'anno agonistico a luglio e per segnalare all'attenzione del Popolo Cloroleso il pericolo dato dalla presenza in acqua di certi soggetti. Così come esiste uno "statuto" per lo Squalo d'Oro, ne esiste uno per la Mina Vagante, ispirato ad un soggetto particolare, Emilio Gusmini, che difatti lo vinse il primo anno.
Altri vincitori sono stati l'Elena Stucchi, Franco Marchini, Maurizio Costa.

Il simbolo
In onore allo Squalo d'Oro, non poteva che essere che questo pescione famelico a rappresentarci sulle magliette. Il disegno è di Ale. Curiosamente, a nessuno è mai venuto in mente di dargli un nome.
Anche qui siamo stati fra i primi a realizzare delle magliette un po' più simpatiche di quelle con le solite scritte e colori simili a una divisa bulgara di atletica. Quando c'è buon gusto...

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