LA STORIA I - 1986-1997

1Gli inizi

2I personaggi

3Il nome, gli eventi e il simbolo

4Allenatori presidenti e altro


LA STORIA II - 1997-oggi

5Presidenti e nuovi personaggi

6I nuovi arrivi

7Gli allenatori

LA NOSTRA STORIA

A cura di Stefano Spagnuolo

PARTE 2. (1997-OGGI) - I NUOVI ARRIVI

Lo zoccolo duro della squadra era anni fa composto dalla mia generazione, quella che ora ha ormai quarant'anni. Siamo quelli che hanno messo in piedi tutto l'ambaradàn ma che ultimamente ci stiamo defilando causa nascite a ripetizione: Donata e Stefano due bimbi, qualche problemino di schiena e zàc. Lochi e Federica, che si sono conosciuti in squadra, due gemelle. Silvio, che l'anno scorso s'è visto poco, ha appena avuto il suo secondo pargolo.
C'è anche chi ha avuto figli e viene lo stesso in squadra, ma ovviamente non è più così presente alle opportunità post allenamento (birretta) come una volta amava concedersi. Parlo di me ovviamente. L'ultima bella coppia che la squadra galeotta ha messo insieme sono il Valerio, talento naturale della rana e la sua Lauretta, talento naturale nel prendere in giro per la sua pancetta un compare della squadra che chiama "papi". Caro Valerio vai trà, l'addio al celibato te lo organizziamo noi.
Diamine, vedi che smemorato che sono? Come non annunciare a-tùt-le-mònd che mo' pure la Lucia e Carlo sono impegnatissimi?

Da qualche annetto si sta facendo largo una nuova generazione.
Sono i recenti "Uispici" che sono entrati qualche anno fa, timidi e magretti, che all'inizio facevano comunella solo fra loro perché si consideravano troppo forti (e lo sono tutt'ora, vedi Ambivero e l'ingegnere biondino) e vedevano gli altri dei "matusa".
Da quest'anno si sono veramente integrati: quel simpaticone di Abbiati ogni tanto mi batte una pacca sulla spalla e mi sorride pensando fra sé "però, resiste 'sto vecchio ostinato".
Beh, pure io me li guardo 'sti ragazzetti e dentro di me li ricambio con la stessa aria canzonatoria, perché osservandoli vedo me stesso quei quindici anni fa: anch'io ero bello smilzo, con molti più capelli e senza pancia, ancora da sposare e con tanto tempo da dedicare alla moto..
Toh! Ricordate che questo diverrete se sarete fortunati: quarantenni con salvagente addominale e fronte intelligente ma sempre in vasca, nonostante figlie da spupazzare, suocere in visita che ti guardano in tralice se esci la sera invece che stare in casa a fare il bravo maritino.

All'interno di questo gruppetto c'è n'è uno che riassume molte delle caratteristiche del gruppetto degli uispici: è Davide-Dadà, recente Mina con Abbiati. Per essere veloce come gli altri in corsia, è veloce. Pure in macchina. Altrettanto però lo è ad uscire prima della fine dell'allenamento. La sua sovente fiatata alcolica, segnale di aperitivo (col Negroni?) è uno dei segnali che marcano il passaggio generazionale: ormai c'è il fenomeno del "bere sociale" ed i nostri giovani virgulti della squadra se ne sono consapevolmente fatti carico. Inimmaginabile "ai miei tempi", prima di un allenamento. Se poi ti invita a bere un'ultima cosetta, il rientro alle tre di notte, non proprio sobrio, è assicurato.
Mo' s'è fatto pure la moto... Che devo dire, nonostante tutte queste caratteristiche ed una propensione per il nero ed uno strano stato d'animo, come dire, "nostalgico", è proprio un bravo ragazzo.
Ma il "campione" dei giovincelli è probabilmente Extraman (Emiliano Milani): dotato di fisico possente e sorriso da pleiboi, è tatuato come un Maori, ha la moto più gasata (è così caro Fabio Poloni: è una realtà che devi accettare..) ed il look più modaiolo. Le sbarbine di venticinque anni se lo mangiano con gli occhi.

Un altro bel soggetto è il Carletto Ferrari; difficile definirlo: ha più di quarantacinque anni ma ne dimostra 28, va velocissimo alle gare ma durante gli allenamenti succhia vigliaccamente la scia nella tre (solitamente in ultima posizione) sebbene si meriti di tirare la quattro; è un uomo di successo nel mondo del lavoro eppure, per diversi anni, ha saputo ingurgitare con apparente distacco una marea di cazziatoni furibondi da Rodolfo causa la sua pigrizia in allenamento. E lui è proprio così: schivo, taciturno, sempre stanco per allenarsi duramente mentre alle gare si fa notare per i tempi ottenuti; e che dire poi del fatto che il nostro è sempre pronto per il motel ?

Che dire poi di Francesco Bugini da Brignano? Se il neologismo "cloroleso" avesse davvero la speranza trovare un'applicazione scientifica, Francy ne risulterebbe la personificazione. Madre natura lo ha dotato di un fisico possente ma non della grazia per usarlo con disinvoltura: molti infatti i lividi seminati in corsia.
Negli anni passati, coloro che ho visto schiumare affannosamente in corsia senza poi ottenere alcun risultato di rilievo, li ho poi visti andarsene per sfruttare altrove le loro risorse. Chi durava tre mesi fino a Natale, chi fino alla colomba ma difficilmente l'anno dopo a settembre.
Lui no. Questo anno s'è perfino tolto lo sfizio di essere premiato con lo Squalo d'Oro e di arrivare a romp.. cioè, voglio dire, essere promosso dall'allenatore Corrado a sfidare quelli della tre.
Oh! appena gli lasci un po' di spazio o ti distrai, lui cerca di tirare, anche se sa benissimo che poi lo superi. E quando sei lì per sorpassarlo, sono cavoli tuoi: tenta di accelerare, mena manate a destra e manca, produce una quantità di schiuma incredibile per confonderti la direzione (credo che voglia fare come Geimsbond) e quando si rende conto che sei sopravvissuto, ti lascia andare.

Così invece si dovrebbero comportare un altro paio di soggetti: Diegone Spada e il nostro Primario Ciotti nonché Renato. Il primo perché è un ragazzo di talento ma che non si applica a sufficienza in allenamento (fa comunella in corsia con il Carletto Ferrari) nonostante i temponi alle gare, il secondo... vabbé, che dire di uno che sfida le regole minime dell'acquaticità ? Renatone, la costanza ti serve in allenamento, non a tavola!
Sei grande, hai compiuto ventun anni, ormai era ora che qualcuno te lo dicesse! Abbiamo provato a vendere il suo cartellino ai Master di Lecco (città ove lavora), lo hanno rimandato indietro e noi, obtorto collo(*), ce lo dobbiamo tenere. Se no, chi lo fa più vedere il pisellino a Viky nello spogliatoio?

(*) studiate il latino invece di andare al Pub!

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