LA STORIA I - 1986-1997

1Gli inizi

2I personaggi

3Il nome, gli eventi e il simbolo

4Allenatori presidenti e altro


LA STORIA II - 1997-oggi

5Presidenti e nuovi personaggi

6I nuovi arrivi

7Gli allenatori

LA NOSTRA STORIA

A cura di Stefano Spagnuolo

PARTE 2. (1997-OGGI) - GLI ALLENATORI

Le corsie sono cinque: due sono state l'anno passato il regno di Ricky, ove giovani e flessuosi corpi di agili anguille segnano tempi impossibili; nella uno, due e la tre vi si trovano invece coloro che soffrono, che sperano ancora di imparare meglio il dorso. Sono il campo di battaglia e di formazione sia per gli atleti che per l'allenatore assegnato.
Prendendo a prestito la Divina Commedia, si può dire che la cinque possa assomigliare al paradiso del nuoto ove pinnati cherubini rasentano uno stile perfetto; la quattro è il purgatorio per chi non è ancora un angelo del cloro, mentre le altre tre mi sono sempre sembrate una sorta di gironi dell'inferno natatorio, piene di peccatori a cui viene applicata per contrappasso la giusta pena.
Ti credevi un nuotatore? Tè! Soffri come un cane da slitta per finire l'allenamento. Hai gozzovigliato a tavola? Ecco che la pancetta ti impedisce di fare una bella virata od un leggiadro tuffo. Hai peccato con la tua amichetta o da solo? Ecco che i compari del girone ti smascherano perché quella sera proprio non vai neanche a calci nel sedere.
Ma quali peccati abbiamo commesso per soffrire così tanto ad ogni allenamento?

Gli allenatori, infine.
Beh, di Renzo Bonora ho già fatto un bel quadretto mentre per Rodolfo, attivo nella squadra dal 1991 al 2004 ho speso finora davvero troppo poche parole. Cosa ha fatto Rudy per la squadra oltre ad averci fatto piegare le braccine ?
Quando arrivò nel 1990, lo spirito agonistico era totalmente diverso da ora. Lo era sia per il livello medio dei "raga della cumpa" che per le motivazioni ed obiettivi della maggioranza degli atleti.
Dopo un certo periodo di ambientamento, Rudy ci pose una domanda cruciale: chi siamo? Buoni dilettanti o aspiranti agonisti? Ai tempi, infatti, un po' per il fatto che il settore Master era iniziato da poco (pensate che alle primissime gare non veniva organizzata la prechiamata), l'aspetto goliardico e dopolavoristico era predominate.
Si nuotava, per carità, ma quando si partiva per le gare, oltre a cercare la piscina si cercava con la stessa ansia agonistica il ristorante e quant'altro segue. Il ricordo che ho di quelle trasferte (una volta siamo partiti il venerdì sera dopo l'allenamento..) è molto simile a quello delle gite scolastiche.
Era quindi giunto il momento di voltare pagina. Rudy propose al Direttivo e lo convinse a predisporre ad inizio anno il programma tecnico sportivo, con le manifestazioni, le gare obbligatorie e le principali regole che tutt'ora seguiamo.
Oggi tutto ciò sembra scontato, perché lo richiediamo a chiare lettere a chi entra in squadra, ma allora, l'introduzione di tale cambiamento fu una missione vera e propria da fare accettare a tutti: allenamenti intanto più intensi, e soprattutto, programmati per partecipare alle gare a cui si cercava di portare il maggiore numero possibile di atleti.
Il primo posto al Trofeo di Saint Vincent del 2005 è stato l'apice di quello che Rudy ha iniziato a costruire dalla metà degli anni '90. Se in squadra c'è uno spirito agonistico degno di questo nome, lo dobbiamo al lui ed al suo costante impegno.
Per questo motivo, quando si sparse la notizia che avrebbe declinato l'incarico di allenatore per l'anno successivo, mi sentii quasi "orfano".

Sensazione che personalmente mi è passata presto quando sul ponte di comando, con le dita sui cronometri, sono apparsi il mitico Riccardo Bianchessi e il giovane Corrado Passoni. Erano persone già note: Ricky (il Cloroleso per definizione) per chi ha più di quindici anni di squadra; il Corra, perché aveva di recente preso il posto vacante di allenatore lasciato libero da Matteo Nassuato.
Ricky è stata una felice riscoperta: ci si era persi di vista e non sapevo fosse divenuto un apprezzato allenatore professionista; di Corrado conoscevo il passato agonistico e di lui mi dicevo: l'è giuvin, èl sé farà (vabbé che si è appena sposato pure lui...). E ultimo, ma solo in ordine di tempo, il buon Riccardone Nossa ha abbandonato il nuoto allenato per affiancare Corrado alla guida delle corsie uno e due, che di pazienza ne richiedono tanta e il nostro Riccardone grazie al cielo di pazienza ne ha da vendere.
Cosa apprezzo di un allenatore? Il carisma, dote che se uno ce l'ha, ce l'ha, non è qualcosa che ce la si può dare, mentre la passione e la competenza sono caratteristiche acquisibili. L'ultimo anno i nostri due soggetti sono stati un generoso mix di queste qualità; hanno offerto le loro esperienze e conoscenze stravolgendo consolidate metodiche di allenamento.
E sono stati bravi, perché riuscire a convincere gente, con parecchi anni di allenamenti sulle spalle, che si poteva ancora migliorare nonostante gli "enta" o gli "anta", non era certo facile ma tanto meno scontato era riuscirci.
Ma il mondo del Cloro è bello perché ci si può sempre piacevolmente stupire, sia di sé stessi che di coloro che abbiamo la fortuna di conoscere.

E così pian pianino, zitti zitti siamo arrivati alla stagione 2007-2008, ancora tutta da raccontare...

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